Facebook ha bandito la coordinazione di vendita di armi tra privati dalla sua piattaforma. Il rischio di rendere un servizio semplice e veloce a spietati terroristi ha accresciuto la necessità per il colosso dei social di salvaguardarsi, mettendo in pratica il blocco di queste transazioni.

Questo, almeno in teoria.

Purtroppo, Alex Kantrowitz ha dimostrato che non c’è nulla di più lontano dalla realtà di questo. La prova? Eccola!

Kantrowitz
Kantrowitz

Una variante di AR-15 nuova di pacca- usata in alcuni degli attentati che hanno sconvolto America ed Europa – che Alex ha reperito velocemente su Facebook, comperandola anche per un buon prezzo!

Quando Facebook istituì la possibilità per i privati di vendere armi sulla piattaforma non ci furono molte spiegazioni a sostegno della scelta.

Purtroppo, la viralità – e la semplicità – del mezzo hanno reso possibili tragedie come quelle registrate a Newtown, Aurora, Charleston, e la più recente a San Bernardino, dove due esponenti dell’ISIS hanno aperto il fuoco durante un raduno cittadino.

Facebook, reo intermediario delle transazioni, ha dunque deciso di bandire il commercio privato di armi sulla piattaforma.

Purtroppo, non ha avuto affatto successo, come ci dimostra Alex con la sua AR-15 contrattata e acquistata tramite facebook a pochi passi da San Bernardino.

Kantrowitz
Kantrowitz

Trovare il fucile a ripetizione di suo gusto è stato molto semplice per Alex! D’altro canto, la vendita di armi da fuoco è postata in evidenza sulla piattaforma, senza giri di parole né  sotterfugi.

Non riporterò qui la procedura semplice che ha permesso al signor Kantrowitz di comperare il suo fucile. Non è mia intenzione rendere ancora più agevole l’accesso a strumenti di distruzione.

Vi basti sapere che Alex ha cominciato la procedura e che dopo soli 14 giorni transazione e documenti erano già processati e lui poteva in tutta tranquillità ritirare la sua arma.

La politica sulle armi di Facebook non ha proprio avuto il risultato sperato.

La AR-15 è stata fabbricata da Armalite (da cui AR) nel 1958, rivenduta poi alla Colt nel 1959. Un bestione a ripetizione, l’AR-15 ti scarica addosso un caricatore da 30 colpi in meno di 7 secondi. Pensate che la sua versione potenziata, l’M16, fu utilizzata durante la guerra del Vietnam: amore a prima vista. L’arma è infatti a tutt’oggi usata dalle forze militari Americane e di molti altri Paesi del mondo.

A causa della sua elevata capacità di personalizzazione, accuratezza e potenza selvaggia di fuoco, l’AR-15 è stato definito il “fucile d’America”.

Non andrei fiero di associare il nome del mio Paese a un mezzo appositamente progettato per uccidere rapidamente quante più persone possibili in zone di guerra. La sua capacità di devastazione in centri civili era solo immaginabile fino allo scoppio dei diversi attentati a cui abbiamo dovuto tristemente assistere impotenti.

Più di un miliardo di persone partecipano attivamente a gruppi facebook completamente dedicati alla compravendita di armi bianche e da fuoco. Questa nicchia commerciale è talmente diffusa su facebook da aver messo in ginocchio tanti siti che si occupavano esclusivamente di compravendita online di armi.

La competizione è spietata, si sa.

Kantrowitz
Kantrowitz

Lo sconcerto più sotterraneo e allo stesso tempo più importante da non trascurare è che qui non stiamo parlando di mercato nero. Non c’è nulla di illegale  in queste transazioni – a parte la violazione delle regole aggiornate di Facebook- sotto gli occhi di qualsiasi governo che si voglia prendere la briga di semplicemente sbirciare, dare un’occhiata.

Qualcuno avrebbe potuto prendersi la briga di darla questa dannata sbirciata quando Micah Johnson, il killer di Dallas, stava concertando l’acquisto di una AK-47 su Facebook che si precipito’ a usare in un parcheggio, una volta acquistata con successo.

Una transazione e acquisto assolutamente legale, alla luce del suo monitor senza nessun tipo di filtro.

Grazie Facebook.

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