Quando parliamo di detergenti ci riferiamo ad una famiglia di composti estremamente variegata, sia nella consistenza (che può essere solida, liquida o polverulenta) sia nella formulazione chimica. A causa della diversità chimica con cui possono presentarsi le sostanze indesiderate, è in genere necessario impiegare uno specifico detergente piuttosto che un altro. Oggi, l’utilizzo dei detergenti è diffuso pressoché in ogni settore produttivo-industriale e in moltissimi ambiti civili, da quelli domestici a quelli artistico-hobbistici, motivo per cui diventa necessario interrogarsi sulla loro sicurezza.

I detergenti nel settore industriale

Molti processi produttivi che prevedono l’utilizzo di apparecchiature industriali per effettuare, ad esempio, la lavorazione degli alimenti, richiedono un livello di igiene estremamente elevato, conseguibile unicamente mediante un uso costante e spesso anche quantitativamente rilevante di detergenti. La maggioranza delle sostanze pulenti impiegate in ambito industriale possiedono nel loro formulato ingredienti più o meno tossici per l’uomo, in particolare per le persone che ne fanno un uso frequente e che per motivi professionali sono esposte al contatto, all’inalazione, ma anche all’ingestione di quantità variabili di tali sostanze.

Per svolgere la loro azione detergente, questi prodotti contengono in genere tensioattivi, acidi o basi forti e additivi di varia natura in grado di distruggere le cellule ovvero alterare il metabolismo dell’organismo. Per questa ragione, tutti i prodotti detergenti sono contenuti all’interno di recipienti descrittivi che informano per legge sulla natura del composto ed indicano i corretti presidi protettivi da utilizzare durante l’impiego del detergente stesso come, ad esempio, guanti sintetici, occhiali paraschizzi, indumenti antiacido, mascherina, ecc.

I detergenti nell’ambito domestico

Il settore industriale non è però l’unico ad esporre le persone al rischio di irritazione, intossicazione o avvelenamento da prodotti detergenti, poiché anche in casa oggi si fa un largo uso di sostanze chimiche pulenti più o meno pericolose. Per questa ragione, anche nella vita quotidiana è necessario scegliere i detergenti con cura per ridurre il più possibile l`impatto tossico, non solo a chi li utilizza nelle varie attività domestiche, ma anche nei confronti di tutte le altre persone che vivono a contatto con gli oggetti e le superfici pulite con tali prodotti.

Al riguardo, vale la pena evidenziare che i detergenti normalmente impiegati per l’igiene dei sanitari nonché quelli per la rimozione dei residui alimentari dalle superfici di forni e stoviglie appartengono alla categoria dei composti più nocivi, poiché contengono al loro interno sostanze che, se inalate o toccate, possono provocare anche gravi irritazioni, malessere o avvelenamento. Il mercato dei detergenti però offre anche la possibilità di scegliere prodotti a base di composti naturali e non tossici, sebbene possano in diversi casi manifestare una minore “aggressività” nei confronti dello sporco. In linea di principio, per incrementare l’efficacia di questi ultimi, è opportuno adottare specifici comportamenti per ridurre al minimo la formazione di incrostazioni o macchie indesiderate difficili da rimuovere. Un esempio classico prende spunto dall’uso ridotto dei grassi in cucina.

I detergenti nel settore della cosmesi

Senza saperlo, molte persone impiegano detergenti più o meno tossici quotidianamente per rimuovere il make-up dal viso o altre parti del corpo. Dato lo stretto contatto di questi prodotti con la pelle, è bene accertarsi sempre della loro composizione e cercare di ridurre o evitare il più possibile quelli contenenti ingredienti notoriamente pericolosi. Esiste una lunga lista di additivi ed emulsionanti che compongono la ricetta dei cosiddetti struccanti o dei classici detergenti per la pulizia del corpo, come, ad esempio, i solventi Propylen glycol, Butylen glycol, Polypropylene glycol o il dioxane, a cui hanno riconosciuto inoltre un potere cancerogeno.

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