Un vero e proprio annus horribilis sul fronte della sicurezza informatica, che dovrebbe spingere le imprese ad alzare il livello di guardia: nel 2016, infatti, gli attacchi dei cyber criminali hanno colpito il 30% delle aziende italiane, come rivelato dalle più recenti indagini. Ecco i dati e qualche consiglio per mettersi al riparo.

Ora lo conferma anche la Banca d’Italia: in Italia le imprese sono esposte ai pericoli del cyber crime, e addirittura in un solo anno (da settembre 2015 a settembre 2016) sono state il 30,3%, ovvero una su tre. Un dato in netta crescita, che però non è strettamente legato alla mancanza di strategie difensive, visto che solo l’1,5% delle aziende nostrane ammette di non adottare alcuna misura per prevenire gli attacchi.

Un’impresa su tre. Il rapporto “Cyber attacks: preliminary evidence from the Bank of Italy’s business surveys” realizzato dalla Banca d’Italia sulle imprese con più di 20 dipendenti dell’industria e dei servizi non finanziari, allora, spiega allora che il fenomeno va interpretato in questa direzione: da un lato è per fortuna aumentata la consapevolezza del rischio informatico, ma dall’altro lato è in crescita anche la vulnerabilità del sistema imprenditoriale. 

Un’incidenza maggiore. Inoltre, il dato così alto è riferito soltanto alle intrusioni individuate, e pertanto andrebbe corretto al rialzo includendo anche gli attacchi non dichiarati; questo significa, secondo le analisi di Bankitalia, che l’incidenza degli attacchi cyber criminali sale addirittura al 45,2% per le imprese. Le più colpite sono quelle di maggiori dimensioni (ovvero che dispongono di più di 500 dipendenti), quelle con elevato contenuto tecnologico e quelle esposte sui mercati internazionali, per le quali di conseguenza i danni sono anche maggiori.

Quali aziende sono colpite. Queste caratteristiche sono quelle che maggiormente “ingolosiscono” gli hacker, perché sono comuni in tutto il mondo; per quanto riguarda le altre peculiarità del cyber crime in Italia, invece, il report sottolinea come le imprese del Centro Nord Italia sono mediamente più colpite rispetto a quelle del Sud, e che altri settori (come l’istruzione, la sanità, l’ambito finanziario e i servizi sociali) sono particolarmente attraenti per gli attaccanti, anche perché gestiscono un numero di dati più alto.

I danni al business. I danni diretti e indiretti per chi è vittima degli attacchi informatici è piuttosto alto, come rivelato dall’Annual Cybersecurity Report 2017 della Cisco: nella maggior parte dei casi, infatti, le imprese hanno notato una immediata fuga degli utenti, che ha intaccato fino al 20% della propria customer base; quasi una su tre, inoltre, ha visto una riduzione del fatturato, mentre nel 23% dei casi si sono perse occasioni di business.

L’attacco sul web. I nemici principali si chiamano phishing e ransomware: nel primo caso, si tratta di una esca nascosta in link o allegati di mail attraverso i quali vengono rubati i dati personali degli utenti, che quindi funziona in caso di scarsa accortezza o ingenuità da parte di chi “clicca” sulla truffa, aprendo la strada del proprio sistema agli hacker. Più complesso il meccanismo di questa nuova tipologia di malware, che sta letteralmente infestando i computer di tutto il mondo.

Il ransomware. In pratica, con il ransomware gli hacker sfruttano una backdoor poco difesa per introdursi illegalmente nel sistema centrale dei computer e dei dispositivi della rete presa di mira; in breve tempo, vengono attaccati i file conservati nell’hard disk, che sono crittografati e criptati, impossibili da aprire per l’utente proprietario. Per sbloccarli è necessario seguire le indicazioni rilasciate dai pirati informatici, che chiedono un riscatto economico con importi variabili.

Necessaria prevenzione. Questo comporta un doppio danno per le imprese, ovviamente, anche perché non sempre è garantito il recupero dei dati e dei file di cui si sono impossessati gli hacker. In casi del genere si può intervenire solo a problema già avvenuto, perciò è necessario attuare tattiche di prevenzione: i sistemi migliori di hosting professionale, come Flamenetworks, offrono pertanto un servizio di backup automatico che si rivela particolarmente utile per recuperare informazioni spesso vitali e strategiche per il proprio business.

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