I mostri mitologici che la storia non è incline a ricordare, scelti per voi in una terrificante collezione del brivido, tra storia e mito

I mostri mitologici hanno fatto parte della nostra storia per secoli. In passato le persone erano convinte dell’esistenza di alcuni di questi mostri, pronte a lottare e mettere in atto “precauzioni” per scongiurarne la minaccia.

Bruno Santos, artista portoghese, ha deciso di mettere insieme una terrificante collezione. Tutti quei mostri mitologici che la storia ha scarsamente raccontato – o quasi dimenticato – ritornano in tutto il loro orrore grazie alla bravura di questo artista!

Bubak

mostri mitologici: BUBAK
mostri mitologici: BUBAK

Mostri mitologico appartenente alla cultura ceca, il bubak è descritto come un mostro dalla forma di spaventapasseri. La sua abilità di piangere come un neonato attirava gente misericordiosa verso la loro fine.

La Cegua

mostri mitologici: LA CEGUA
mostri mitologici: LA CEGUA

Mostri mitologici pericolosi i mutaforma. Proprio come La Cegua, che la gente del Nicaragua descrive come un mostro che prende la forma di una bellissima donna dai lunghi capelli che seduce uomini ubriachi e infedeli. Poi, rivela loro la sua vera forma – la testa soprattutto, simile al teschio di un cavallo – e sussurra parole crudeli che fanno impazzire i malcapitati.

Wendigo

mostri mitologici: WENDIGO
mostri mitologici: WENDIGO

Conosciuti tramite le leggende dei Nativi Americani del Nord, questi mostri mitologici sono creature per metà bestiali. La trasformazione in wendigo avviene solo quando un uomo cede al cannibalismo, nutrendosi della carne dei suoi simili.

Rokurokubi

mostri mitologici: ROKOKUROKUBI
mostri mitologici: ROKOKUROKUBI

Questi mostri mitologici giapponesi appaiono come donne normali alla luce del giorno. Alla notte, i loro corpi riposano mentre il collo si allunga a dismisura permettendo alle loro teste di vagare indisturbate. Il loro cibo preferito è il sangue umano e, solo raramente, anche la carne.

Jorogumo

mostri mitologici: JOROGUMO
mostri mitologici: JOROGUMO

Secondo le leggende giapponesi, il Jorogumo è un ragno gigante magico di 400 anni. Capace di prendere la forma di una bellissima donna, seduce giovani uomini attraenti, li avvolge nella sua ragnatela per consumarne le carni lentamente.

La Llorona

mostri mitologici: LA LLORONA
mostri mitologici: LA LLORONA

Detta anche la donna che piange, questo mostro mitologico appartiene al folklore messicano. La leggenda narra che una donna si suicidò dopo aver annegato il proprio figlio in un fiume, gesto di vendetta contro il marito. Da allora, il suo spirito vaga ogni notte piangendo: “Ay, mis hijos!” (Oh, i miei bambini!). Le madri implorano dunque i figli di non vagare da soli di notte. La Llorona potrebbe altrimenti agguantarli e condurli a una spaventosa morte trai flutti dei fiumi.

Bake-Kujira 

mostri mitologici: BAKE-KUJIRA
mostri mitologici: BAKE-KUJIRA

Chiamata così dai contadini giapponesi (la balena fantasma) è una enorme balena scheletro fantasma, accompagnata da uno stolo di strani uccelli e pesci. Appaiono nelle notti piovose vicino alla costa, spaventando i pescatori e maledicendo chi li avvista. La maledizione di questi mostri mitologici porta carestia, malattia, fuoco e altri generi di disastri per la vita di villaggio.

Manananggal

mostri mitologici: MANANANGALL
mostri mitologici: MANANANGALL

Mostri mitologici raccontati dai filippini, i mananangall sono mostri mitologici vampiri. Vengono descritti come detestabili, spaventosi, spesso femminei e capaci di recidere la parte alta del busto dal resto del corpo. Possono distendere enormi ali da vampiro per volare nella notte e afferrare delle vittime.

La Mano Peluda

mostri mitologici: LA MANO PELUDA
mostri mitologici: LA MANO PELUDA

La mano pelosa si ritiene appartenere a un uomo ucciso in Messico dalla Inquisizione spagnola. fatto a pezzi e sepolto in un antico cimitero indiano. Solo la sua mano riuscì a tornare in vita, strisciando nell’oscurità sotto il letto di bambini che si comportano male per afferrarli e trascinarli nell’ombra.

Fonti

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