Come fare luce sulla natura dell’incendio boschivo, sulle sue cause e conseguenze nel territorio

Ogni anno, soprattutto d’estate, scoppiano incendi, che interessano migliaia di ettari di verde – fenomeno che passa sotto il nome di incendio boschivo – e che potrebbero essere evitati o limitati nel danno prodotto con comportamenti preventivi.

Incendio boschivo: Pompieri e aereiL’incendio boschivo si sviluppa a causa di un processo chimico di rapida combustione di combustibile (tronchi, erba, cespugli), calore (fiammifero acceso, mozzicone di sigaretta, etc.) ed ossigeno. La probabilità di pericolo di incendio forestale per cause umane è influenzata dalla morfologia del territorio e dalle caratteristiche dell’insediamento umano: densità e mobilità della popolazione, occupazione, utilizzazione delle campagne e dell’area pastorale, delinquenza, industria del legno, etc.

Eludere il rischio o segnalare in tempo gli incendi boschivi può essere determinante per salvaguardare il patrimonio verde e la fauna del nostro Paese.

Incendio boschivo: PompieriSecondo Legambiente, le cause naturali che possono scatenare un incendio boschivo sono estremamente rare. La presenza di una gran quantità di combustibile, la vegetazione, l’aria, non bastano da soli a provocare il fuoco. Quello che manca, in un bosco, è il calore necessario per una reazione chimica a catena.

Al fenomeno degli incendi dolosi l’Italia è storicamente vulnerabile. Vediamo dunque quali sono le 4 cause principali che scatenano un incendio boschivo.

Le cause scatenanti un fenomeno di incendio boschivo

Gli incendi boschivi possono essere classificati in quattro categorie a seconda delle cause che li generano.

  • INCENDI DUBBI: sono quelli per i quali non è possibile l’attribuzione certa di una causa.
  • INCENDI NATURALI: si verificano molto raramente e sono causati da eventi propri della natura e quindi inevitabili:

    Incendio boschivo: troncoFulmini. Gli incendi causati da fulmini si verificano prevalentemente nelle zone montane, nelle quali gli alberi conducono con facilità le scariche elettriche. I fulmini appiccano il fuoco al legno dell’albero o alla lettiera, spesso in zone impervie.
    Eruzioni vulcaniche. Gli incendi si originano quando la lava incandescente entra in contatto con la vegetazione infiammabile.

  • INCENDI COLPOSI O INVOLONTARI: sono causati da comportamenti umani non finalizzati alla specifica volontà di arrecare danno. La colpa si configura quando si opera con negligenza, imprudenza o imperizia, spesso in violazione di norme e regolamenti.
    Le cause colpose sono sintetizzate in tre gruppi, in ordine di rilevanza:

    Attività agricole e forestali
    Il fuoco viene largamente impiegato per bruciare le stoppie, per distruggere i residui vegetali provenienti da lavorazioni agricole e forestali, per rinnovare i pascoli e gli incolti.
    Purtroppo tali operazioni vengono effettuate in aree in cui le superfici agricole sono contigue a boschi ed incolti che costituiscono facile preda del fuoco e in periodi che, per ragioni climatiche, coincidono spesso con quelli di maggior rischio per gli incendi boschivi.
    Abbandono di mozziconi di sigarette e fiammiferi
    Cerini e mozziconi di sigarette abbandonati o lanciati imprudentemente lungo i sentieri, le piste forestali, le strade rotabili e le linee ferroviarie possono cadere sull’erba secca o altri residui vegetali presenti e provocare l’innesco del fuoco anche per effetto degli spostamenti d’aria provocati dai veicoli o dal vento. Una causa tanto sottovalutata è spesso l’innesco di fenomeni di incendio boschivo molto significativi in termini di perdite economiche e ambientali.
    Attività ricreative e turistiche, lanci di petardi e razzi, uso di apparecchi di vario genere, bruciature di rifiuti in discariche abusive, cattiva manutenzione di elettrodotti.
    Una quota di incendi colposi si origina da bruciature di rifiuti in discariche abusive, eventualmente presenti in prossimità o all’interno delle aree boscate. Tali incendi possono interessare estese e significative aree boscate, con danni al paesaggio e all’equilibrio idrogeologico e problemi di ordine igienico e sanitario.

    Sono compresi in questa classe anche gli incendi provocati da:

    scintille che si originano dall’attrito degli impianti frenanti dei treni sui binari;
    variazioni di tensione sulle linee elettriche o rottura e conseguente caduta al suolo di conduttori di impianti ad alta tensione.

  • INCENDI DOLOSI O VOLONTARI: esprimono la deliberata volontà di arrecare danno al bosco e all’ambiente.
    Incendio boschivo: bosco in fiammeLe cause dolose sono sintetizzate in tre gruppi:

    Ricerca di un profitto
    Spesso gli incendi dolosi derivano dalla previsione errata che le aree boschive distrutte dal fuoco possano essere utilizzate successivamente a vantaggio di interessi specifici, connessi alla speculazione edilizia, al bracconaggio, all’ampliamento della superficie agraria. In altri casi essi sono riconducibili alla prospettiva di creare occupazione nell’ambito delle attività di vigilanza antincendio, di spegnimento, di ricostituzione boschiva.
    Proteste e risentimenti
    La seconda tipologia di motivazioni degli incendi boschivi dolosi comprende le manifestazioni di protesta e risentimento nei confronti di privati o della Pubblica Amministrazione e dei provvedimenti da essa adottati, quali l’istituzione di aree protette. In altri casi si tratta di azioni volte a deprezzare aree turistiche, o ancora da ricondurre a problemi comportamentali, quali la piromania e la mitomania.
    Cause dolose non definite
    Incendio boschivo: lottare col fuocoLe cause dolose non definite sono quelle riconducibili sicuramente ad atti volontari ma non classificabili con certezza secondo il fine perseguito dall’autore, per la mancanza di precisi ed oggettivi riscontri.

I roghi, quando non dipendono da irresponsabilità o distrazione, sono quasi tutti dolosi, ossia appiccati con l’intenzione di radere al suolo la vegetazione. In parte si spiegano con la tradizione agro-pastorale che considera il fuoco un mezzo per procurarsi nuovo pascolo o, nel caso dei contadini, per rigenerare la fertilità del terreno. Nel resto dei casi, l’incendio doloso si lega quasi sempre a interessi speculativi legati all’edilizia, ma non solo: in alcune regioni il numero di incendi crea o conferma assunzioni di operai forestali precari. Non raramente è capitato che ad accendere un rogo siano stati proprio coloro che erano pagati per spegnerlo. Già nel 2001 il Sisde denunciava la responsabilità degli stagionali in Sicilia, la pattuglia più folta con oltre 30.000 addetti sui 68.000 del totale nazionale. Il 2007 è stato l’annus horribilis per i boschi italiani con oltre 10.000 incendi.

 

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