Lo sgancio di testate atomiche sul pianeta ha provocato e provocherà effetti tangibili dalle radiazioni provocate. Scopriamo quali.

Le armi nucleari sono degli ordigni esplosivi che al momento della detonazione rilasciano una grande quantità di energia sotto forma di calore. Gli effetti delle esplosioni nucleari sull’uomo hanno carattere letale, sia per esposizione diretta che indiretta: la stessa vita animale e vegetale rimane sconvolta da un’esplosione. Gli effetti più tangibili dell’esplosione di una bomba atomica sono la distruzione pressoché totale nell’area dell’esplosione, con formazione di crateri (ground zero) e la diffusione di pericolose radiazioni, attraverso l’espulsione di materiale radioattivo scatenato dalla reazione incontrollata.

Effetti delle radiazioni causate da esplosioni nucleari

Gli effetti delle radiazioni nucleari nella troposfera si dividono in quattro categorie, sulla base dell’energia irradiata: esplosione o blast(40-50%), irraggiamento termico(30-50%),  dell’energia totale; radiazioni ionizzanti(5%), radiazione residua (30%).  A seconda dell’arma utilizzata e dell’ambiente nel quale viene fatta detonare, l’energia distribuita tra queste categorie può essere incrementata o decrementata fino ad annullarsi.

Gli effetti maggiormente significativi di un’arma nucleare sulle zone e sulle persone da essa direttamente colpite seguono lo stesso meccanismo di distruzione degli esplosivi convenzionali- L’energia liberata da un ordigno nucleare per grammo di esplosivo, però, è milioni di volte più grande di quella di qualunque composto chimico. Le temperature raggiunte attorno al punto di detonazione raggiungono brevemente i 10 MK.

Nelle fasi iniziali della detonazione, l’energia viene rilasciata in diverse forme di radiazione penetrante. La materia con cui quest’energia interagisce (aria, acqua, roccia) raggiunge celermente la temperatura di ebollizione, vaporizzandosi ed espandendosi a grande velocità. L’energia cinetica creata contribuisce alla formazione di un’onda d’urto. Quando la detonazione ha luogo a bassa quota in atmosfera la gran parte dell’energia crea un’onda che si espande sfericamente dall’ipocentro: l’intensa radiazione termica scatena una palla di fuoco (fireball) e, se la quota è sufficientemente bassa, una nube a fungo (il fungo atomico). In una detonazione ad alta quota, invece, molta più energia viene rilasciata come radiazione gamma ionizzante e X.

Questi, per lo meno, i primi effetti delle radiazioni in base alla cronolgia di effetti registrati dallo sgancio delle prime bombe nel 1945 fino al 1998:

Fattori di rischio per l’uomo e gli effetti delle radiazioni sul mondo animale

Al momento dell’esplosione le persone, le piante, gli animali e ogni cosa nelle vicinanze viene bombardata da un fascio concentrico di radiazioni, estinte poi dalla forza della bolla di calore. Quelle più lontane vengono investite dalle radiazioni, in grado di penetrare la struttura cellulare e comportare significativi cambiamenti nel DNA. I danni permangono per molti anni: il tempo di decadimento dei materiali radioattivi è piuttosto lungo. L’area di danneggiamento può essere più estesa se si considera l’azione del vento che può trasportare la nube radioattiva anche a migliaia di chilometri di distanza.

In base alla potenza dell’arma usata, l’area di devastazione può estendersi nel raggio di diversi chilometri, con effetti distruttivi decrescenti. Vicino all’eepicentro dell’esplosione il caldo è così intenso che l’aria viene risucchiata e vaporizzata insieme agli organismi viventi. Il calore estremo provoca una gigantesca onda di pressione di aria calda che si muove verso l’esterno a velocità inaudita, distruggendo ogni cosa, compresi fabbricati in cemento armato. Un’unica testata è in grado di distruggere tutte le infrastrutture umane e lasciare un cratere al posto di una città delle dimensioni di Firenze. Tra gli effetti più nocivi legati all’utilizzo del nucleare, le radiazioni risultano l’elemento più pericoloso.

 

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